Chi lavora da casa con più computer, o semplicemente vuole spostare file pesanti tra un portatile e un fisso senza passare per una chiavetta USB, si trova prima o poi davanti alla stessa domanda: come si fa a collegare due o più PC Windows nella stessa rete? La risposta non richiede software esotici né competenze da amministratore di sistema. Windows include da anni tutto il necessario per creare una piccola rete locale, condividere cartelle, stampanti e persino il collegamento a internet.
Il punto di partenza è capire cosa serve davvero collegare. Se l’obiettivo è trasferire file una tantum, bastano pochi minuti di configurazione. Se invece l’idea è tenere sempre attiva una condivisione tra più macchine, ad esempio in un piccolo ufficio, vale la pena impostare una rete locale stabile e ben organizzata, con nomi di dispositivo chiari e permessi definiti.
Collegare due PC Windows con un cavo Ethernet
Il metodo più diretto per collegare due PC Windows senza passare dal router è il cavo Ethernet. Le schede di rete moderne riconoscono automaticamente un cavo dritto anche per un collegamento punto a punto, grazie alla funzione Auto-MDIX presente su quasi tutti gli adattatori degli ultimi quindici anni: non serve più procurarsi un cavo crossover come si faceva un tempo.
Una volta collegati i due computer, bisogna assegnare manualmente un indirizzo IP a ciascuno, oppure lasciare che Windows configuri automaticamente un indirizzo APIPA (quelli che iniziano per 169.254.x.x). Il metodo più affidabile resta però impostare IP fissi nella stessa sottorete, ad esempio 192.168.1.1 e 192.168.1.2 con maschera 255.255.255.0, dalle impostazioni di rete presenti nel Pannello di controllo o nell’app Impostazioni.
Collegare più PC Windows tramite router e Wi-Fi
Se in casa o in ufficio è già presente un router, la soluzione più comoda per collegare più PC Windows è semplicemente collegarli tutti alla stessa rete, via cavo o via Wi-Fi. Il router assegna automaticamente un indirizzo IP a ogni dispositivo tramite il protocollo DHCP, e da quel momento tutte le macchine si trovano già nella stessa rete locale, pronte per vedersi a vicenda.
La condizione da verificare è che tutti i computer appartengano allo stesso gruppo di lavoro (workgroup), impostazione visibile in Impostazioni > Sistema > Informazioni sul sistema, oppure che facciano parte dello stesso account Microsoft se si vuole sfruttare la sincronizzazione tramite OneDrive. Il gruppo di lavoro predefinito su Windows è quasi sempre “WORKGROUP”, quindi nella maggior parte dei casi non serve modificare nulla.
Attivare la condivisione file e cartelle
Una volta che i PC si trovano sulla stessa rete, resta da attivare la condivisione. Da Windows 10 in avanti il percorso più rapido passa da Impostazioni > Rete e Internet > Condivisione avanzata, dove è possibile attivare “Individuazione rete” e “Condivisione file e stampanti” per le reti private. È importante impostare la rete come “privata” e non come “pubblica”, perché su quest’ultima Windows blocca di default la visibilità tra dispositivi per motivi di sicurezza.
Per condividere una cartella specifica basta fare clic destro su di essa, scegliere Proprietà, andare nella scheda Condivisione e cliccare su “Condividi”, assegnando i permessi di lettura o anche di scrittura agli altri utenti della rete. La cartella condivisa comparirà poi negli altri PC accedendo a Esplora file e digitando nella barra degli indirizzi il nome del computer host, ad esempio \\NOME-PC, oppure il suo indirizzo IP.
Collegare più PC Windows senza router: la rete ad hoc
Non sempre è disponibile un router, ad esempio durante uno spostamento o in un ambiente temporaneo. In questi casi Windows permette di creare una rete diretta tra dispositivi tramite la funzione hotspot mobile, presente nelle impostazioni di rete: un computer funge da punto di accesso e gli altri si collegano al suo segnale Wi-Fi come farebbero con un router qualsiasi.
È un’opzione utile quando si devono collegare due o più PC Windows in un contesto isolato, senza infrastruttura di rete disponibile, ma ha il limite di consumare batteria più rapidamente sul dispositivo che fa da host e di offrire velocità di trasferimento inferiori rispetto a un collegamento via cavo o a una rete Wi-Fi domestica con router dedicato.
Condividere una stampante tra più computer
Una volta impostata la rete locale, condividere una stampante segue una logica simile a quella delle cartelle. Dal Pannello di controllo, sotto Dispositivi e stampanti, si seleziona la stampante da condividere, si apre la scheda “Condivisione” nelle sue proprietà e si attiva l’opzione dedicata. Gli altri PC della rete potranno poi aggiungerla come stampante di rete, evitando di dover collegare via USB il dispositivo a ogni macchina.
Va detto che i driver della stampante devono essere compatibili con l’architettura di ciascun sistema che vi si collega: un PC a 32 bit e uno a 64 bit potrebbero richiedere l’installazione di driver separati sul computer che condivide la periferica, un dettaglio che spesso genera errori se non si presta attenzione al momento della configurazione.
Problemi comuni e verifiche utili
Quando due macchine non si vedono in rete, la causa più frequente è il firewall di Windows che blocca l’individuazione della rete o la condivisione file. Vale la pena controllare, dal Pannello di controllo di Windows Defender Firewall, che le regole relative a “Condivisione file e stampanti” e “Individuazione rete” siano attive per il profilo di rete privata.
Un altro controllo rapido è il comando ping dal prompt dei comandi: digitando “ping” seguito dall’indirizzo IP dell’altro computer si verifica se la connessione di rete funziona a livello base, isolando così se il problema è nella rete stessa o nelle impostazioni di condivisione a livello di sistema operativo.
Infine, chi utilizza versioni recenti di Windows 11 può affidarsi anche a strumenti come Nearby Sharing per trasferimenti rapidi tramite Bluetooth e Wi-Fi diretto, senza passare dalla configurazione manuale di una cartella condivisa. È una scorciatoia comoda per file singoli o di piccole dimensioni, meno pratica quando invece l’obiettivo è mantenere attiva nel tempo una condivisione strutturata tra più postazioni di lavoro.